Recensione del romanzo intitolato "PROFUMO DI SPEZIE E SEGRETI" dell'autrice EMMA MARIANI

 

TRAMA:

Nel cuore della Sicilia esiste un luogo fuori dal tempo, dove i ricordi non vivono nelle fotografie ma nell’aria, profumata di spezie e silenzi. Un paese scomparso dalle mappe, ma non dalla memoria.

Al centro di tutto c’è l’Antica Drogheria Campisi, con la sua bilancia d’ottone e gli scaffali colmi di storie. Qui Felice, il droghiere, conosce il peso della nostalgia e sa che anche i sentimenti hanno una loro grammatura. Quando un forestiero arriva con una valigia troppo leggera e il nome della madre sulle labbra, il fragile equilibrio del paese si incrina.

"Profumo di spezie e segreti" è un romanzo intimo e sensoriale, fatto di attese, radici invisibili e legami profondi. Un viaggio in una Sicilia sospesa nel tempo, dove ogni odore custodisce un ricordo e ogni silenzio nasconde una verità.

Un libro per chi ama le storie di memoria, identità e ritorni.





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Ringrazio la casa editrice per la copia digitale in omaggio.





RECENSIONE:



Avevo tenuto d'occhio il romanzo di Emma Mariani per vario tempo, avevo un'urgenza incredibile di leggerlo e recensirlo perché lo sentivo parte di me, è come se avvertissi tutto il suo splendore fin dalla copertina, dalla trama, dal modo in cui la casa editrice lo proponeva a noi lettori. Ebbene, una volta letto per la recensione sul mio blog, posso dire di non essermi affatto sbagliata. 


Ho amato ogni singola parola, ogni capitolo, ogni pagina. I pensieri dei personaggi secondari, ma anche le attitudini e le particolarità dei protagonisti, in primis di Felice Campisi, proprietario dell'Antica Drogheria Campisi, mi hanno accompagnata durante tutta la lettura e mi hanno fatto sorridere, emozionare, commuovere, hanno dato grandezza all'opera già di per sé maestosa e imperdibile. 


Felice è davvero esemplare con il suo modo di fare e di essere, è riservato, molto, molto taciturno eppure con la sua "chiusura", riesce a dimostrare tanto, a parlare lo stesso in un silenzio fatto di sorrisi, speranza, amore per il prossimo e riverenza. 


Sembra quasi un ossimoro vivente, lui è la rappresentazione di tutto ciò che è segreto ma anche ciò che viene svelato al mondo. Nel suo cuore viaggiano parole silenti, ma quando è a contatto con le persone che vanno puntualmente nella sua drogheria, si scioglie in un certo senso e i suoi sorrisi diventano quelli degli altri.


Ogni azione, ogni ambientazione, il paese in Sicilia che fa da sfondo ma anche da protagonista alla storia, tutto racchiude segreti e zone d'ombra, intercapedini in cui conservare con cura estrema e emozione infinita, tenerezze, sguardi, cose non dette, particolarità da non sottovalutare mai.


E proprio quando tutto si fa più chiaro ma anche più fitto, più misterioso, ecco arrivare in paese un forestiero, una persona di cui nessuno sembra sapere niente. Ma chi sarà Matteo, il giovanotto di cui tutti parlano e che un giorno si presenterà proprio alla porta dell'Antica Drogheria Campisi? 


Il romanzo è emotivo, gentile, dolce, profumato, è come se le fragranze della lavanda, del pane lievitato, della cannella, dello zenzero e di molte altre spezie o prodotti caserecci, avessero una vita propria, solcassero i segreti inenarrabili, per poi in seguito fornire finalmente la risposta, come per magia.


Una storia empatica, resiliente, breve ma non troppo. Un libro che si divora in pochissimi giorni tanto è scorrevole e stupendo, ben scritto, avvalendosi di un linguaggio pulito e mai altezzoso o scurrile o superbo, l'autrice racconta una parte della Sicilia che oserei dire anche originale, non vi è il dialetto siciliano o tematiche che farebbero pensare strettamente al sud d'Italia. Una storia omogenea e naturale, spontanea, poetica e irresisitibile.



Intorno al segreto d'amore tra Isabella e Felice, giacciono le frasi non dette per paura. Ma la paura rende fragili, la paura rende deboli, non aiuta a liberarsi dalle proprie costrizioni. Ecco infatti che all'interno del romanzo vi è proprio una scissione, piuttosto è come se vi fosse una redenzione, una liberazione da ciò che tiene circuiti, da ciò che tiene al guinzaglio, dal timore di non essere sé stessi, dalla fragilità dell'essere umano stesso anche qualora ci si ritrovi ad essere un buon prete. 


E così le paure e i segreti risalgono, ma la pura viene sormontata dalla follia del ritorno all'origine, una pazzia bellissima che fa da luce buona. Lue che rischiara, brilla ovunque, e i personaggi del libro si sentono finalmente in pace con sé stessi e non hanno più quel dolore al cuore e all'anima, e forse le frasi si sciolgono come meglio viene, come neve al sole.


La luce del sole diviene così un monito per avere coraggio, per andare avanti per la propria strada, per non farsi più intimorire e raccogliere le semenze del proprio viaggio interiore, sia esso lungo o breve, magari anche brevissimo o addirittura in direttiva di partenza, ma comunque un viaggio sempre luccicante e modesto, umile, un viaggio che dalla Drogheria Campisi ci conduce in ogni direzione che i personaggi prendono, e così noi assieme a loro.


Il libro è stupendo sotto ogni punto di vista e mi ricorda lo stile di Cristina Caboni, autrice che amo tantissimo e che adoro da tempo immemore. Le fragranze, i profumi, i sapori mischiati e uniti alle frasi e ai silenzi, ai segreti e alle risposte finalmente ricevute, fanno sì che il lettore si ritrovi faccia a faccia con un universo in miniatura, un microcosmo che però nonostante sia fragile e piccolo, in realtà visto da vicino e con occhio attento, clinico oserei dire, è un mondo immenso e intenso fatto di creatività, sguardi dolci, preghiere silenziose, fede finalmente ritrovata e valori mai persi e anzi, sempre condivisi.


Complimenti all'autrice perché ha creato una vera e propria opera d'arte. ♥



VOTO DEL LIBRO: ⭐⭐⭐⭐⭐

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