Recensione del romanzo intitolato "LA TEORIA DELLA MELA" dell'autrice MICHELA MAGLIONA
TRAMA:
Marco, Elisa, Paolo e Natalia frequentano la stessa scuola media. Nonostante la giovane età, lottano tenacemente con i propri desideri, le insicurezze e i drammi familiari. Marco vuole tornare a casa, Elisa desidera più di ogni cosa avere un'amica, Paolo sogna di diventare un campione di calcio, Natalia ama il controllo. Diversi per estrazione sociale, educazione e aspettative, le loro vite s'intrecceranno fino a diventare uno l'essenza dell'altro. Per ognuno di loro incontrarsi sarà l'inizio di qualcosa di straordinario che segnerà per sempre il passaggio a un livello successivo dell'esistenza. Dovranno scoprire sulla propria pelle il prezzo da pagare per essere sé stessi, trovare il coraggio per scegliere chi essere e lottare per ciò in cui hanno scelto di credere.
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Ringrazio la casa editrice per la copia digitale dell'opera in omaggio.
Recensione:
Un romanzo delicato, introspettivo, educato e incredibilmente gentile e sincero. Una storia indimenticabile che rileggerei volentieri a distanza di qualche tempo, perché lascia nel lettore curiosità, soprattutto ad un certo punto del libro, e anche perché è scorrevole, dolce sotto tanti punti di vista ma anche bello tosto e coraggioso, un vero portento.
Indiscutibilmente una storia che fa parlare di sé, in cui i personaggi centrali, i protagonisti ovvero: Marco ed Elisa, sono dei semplici bambini, che poi vedremo diventare ragazzini in una storia breve di formazione che riesce a emozionare e catturare facilmente l'attenzione del lettore.
Ambientato negli anni Ottanta, il romanzo descrive appieno sentimenti, emozioni e caratteristiche ben specifiche soprattutto di Paolo, Natalia, Marco ed Elisa, che assieme riusciranno a comporre un quadro imperfetto ma ben definito, in cui l'autrice punterà proprio l'attenzione sulle loro debolezze, fragilità, stati d'animo e paure riguardo alle nuove amicizie che si instaureranno, il bullismo perpetrato da Paolo e Natalia verso Marco ed Elisa, ma anche la rivalsa e la forza di ognuno di loro, la spiccata resilienza.
La storia si legge tutta d'un fiato, in poco tempo, ma ho voluto prendermi molto più tempo del necessario per poterne parlare in modo più ampio e non solo superficialmente, perché è un romanzo originale e merita tutta l'attenzione possibile.
Per quanto riguarda la "Teoria della mela", a cui Elisa fa riferimento e che leggiamo nel titolo omonimo al libro, è come se abbattesse i pregiudizi riguardo il punto debole della società, colui che viene definito da tutti o quasi tutti la "feccia", il reietto, l'outsider e colui che non viene mai cercato da nessuno, il bambino da tenere lontano e distaccato dagli altri perché visto male, perché di estrazione sociale inferiore e soprattutto perché la "mela marcia" in questione secondo gli adulti è proprio Marco, mentre Elisa è la persona che, nonostante non sia adulta e quindi ancora debba comprendere tanto nei riguardi della vita, riesce a scorgere invece una luce buona, brillante e luminosissima che mette in risalto proprio il suo nuovo amico.
Marco è un bambino provato dalla vita che conduce, i suoi genitori sono in carcere e non si sa quando potranno uscire per poterlo riabbracciare e condurre un'esistenza finalmente normale. Suo padre è violento, sua madre è una ladra, tutti dicono che anche lui è come loro, ma sua nonna, la quale lo protegge ma non per questo lo vizia, anzi tutt'altro, crede che lui sia diverso da entrambi e infatti ha ragione, Marco è furbo ma buono come un pezzo di pane e Elisa questo lo ha capito fin da subito.
Michela Magliona, l'autrice del romanzo, ci mostra sia il lato oscuro della vita e sia quello tenero in cui le tensioni familiari, i segreti custoditi nei cuori di bambini che sono ad un passo dall'adolescenza, diventano dialogo, diventano amicizie insicure ma comunque bellissime, diventano da un lato capricci e dall'altro ribaltamento di emozioni e sensazioni, ma anche ciò che talvolta non si immagina mai, ovvero che la bambina ritenuta da tutti bruttina e insicura, riesca a sbocciare improvvisamente, mentre al contrario coloro che sono certe della loro femminilità si rintanino nel loro guscio poiché prive di speranza e gioia.
L'autrice è come se volesse farci fare un salto temporale, portandoci indietro in un periodo d'oro in cui è vero che le ragazze potevano essere anche scaltre e disinibite, ma avevano comunque un modo di apparire e di essere ben diverso dal mondo attuale, la società si distaccava molto dalla comunità odierna e nel libro questo è abbastanza evidente, così come gli amori che profumavano di libertà e di coraggio, ma anche di giuste paure per le dovute conseguenze, per le famiglie che vigilavano molto sui loro figli e controllavano anche addirittura le bollette telefoniche.
Leggere questo libro in un mondo diverso da quello in cui è ambientato è sicuramente un omaggio a ciò che io non ho mai vissuto essendo figlia degli anni Novanta, ma avendo avuto la fortuna di conoscere ad esempio il giornalino Cioè, la scuola per come era in quegli anni e quindi ritrovando il mio tempo e il mio spazio negli anni Ottanta che amo molto anche se appunto non posso dire di essere stata parte integrante di quel periodo, posso comunque fare mia la teoria di Elisa al cento per cento e capire anche da un certo punto di vista Natalia, nonostante io abbia sempre tifato per Elisa perché è adorabile.
Ho voluto lasciare alla fine una mia personale opinione, più che altro un punto d'osservazione sul libro molto soggettivo visto che può essere condivisibile o meno. Ho riscontrato una somiglianza molto evidente, soprattutto all'inizio, con il romanzo di Bianca Pitzorno "Ascolta il mio Cuore" e questo devo dire che mi ha fatto amare ancora di più "La teoria della mela", perché proprio come il libro di Bianca, è un'opera che parla al cuore dei lettori, dei piccoli e dei grandi, senza limiti di età, senza mai trascurare i veri dettagli importanti riguardanti la vita e tutte le sue sfaccettature.
VOTO DEL ROMANZO: ⭐⭐⭐⭐⭐

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