Recensione silloge poetica SUSSURRI DI MAMMA - POESIE DA MAMMA A BAMBINO di Elisa Cerchierini
Descrizione
I sussurri di mamma sono tutto ciò che una mamma sussurra al suo bambino e (soprattutto) a sé stessa. I sussurri di mamma sono sospiri, accostamenti di parole, pensieri, frasi volte a raccontare, descrivere, parlare. Questi sussurri nascono da un pensiero, un'immagine, un ricordo. Vogliono vivere come carezze sulla pelle, come aliti caldi pronti a raggiungere il cuore di chi apre sé stesso per ascoltarli. Li ho impressi su carta spinta dall'istinto, l’emozione che li ha fatti nascere. Li ho raccolti in un unico scrigno, in seguito, perché rimanessero nel tempo, come un ricordo che anche i miei figli potessero sfogliare e rileggere dopo anni. Ho scelto poi di pubblicarli per la voglia di trasmettere quel pensiero, immagine, ricordo, a chi avesse scelto di donare un po' del suo tempo per leggerli, abbandonarvisi, tentare di farli propri ed interpretarli, ognuno a modo suo. Così è nata questa raccolta di poesie, che racchiude molteplici sentimenti, simili e contrapposti, ispirati dalle innumerevoli prove ed avventure che l’essere mamma (ma non solo) ti porta ad affrontare. Le poesie contenute in questo libro sono quasi tutte in rima perché sono solite uscire così, in rima o fatte di assonanze e suoni che si cercano e si avvicinano fra loro, e perché è una tecnica che amo, mi mette allegria e dona leggerezza anche quando racconta qualcosa di triste e riflessivo. Spero che chiunque si soffermerà, volutamente o per caso, nella lettura di questo libro, possa perdersi fra le sue parole ed immedesimarsi in esse. In un sussurro si nascondono un’infinità di valori: rispetto, dolcezza, protezione, affetto, delicatezza, sincerità... Auguro a tutti, prima o poi, di riuscire a comprendere l’essenza e la profondità di un sussurro. Buona lettura.
Ringrazio l'autrice per la copia digitale dell'opera.
Recensione:
Questa raccolta di poesie si legge in mezz'ora ma lascia dentro l'anima sensazioni eterne.
Climax discendenti, assonanze, anafore varie e suoni che dolcemente si propagano come vagiti che rianimano e riecheggiano la vita attorno alla poetessa e al lettore.
L'educazione del bambino, le illustrazioni poetiche che danno il giusto contorno e il giusto sapore al tema importante della nascita e di ciò che ne consegue.
Sono rimasta piacevolmente colpita dal modo semplice ma accurato con cui l'autrice si accosta alla poetica e alla metrica, al ritmo cadenzato e alle frasi di sostanza, che sono sempre in rima e mai banali.
Un piccolo splendore, per una grande attraversata oceanica da madre a figlio con il sonno e l'amore che proteggono da qualunque cosa.
La culla che è il nido materno, dove la mamma è presente e conscia delle proprie responsabilità, diventa una piccola casa. Una metafora e un segno del destino come a voler dire e ribadire: questo sussurro non si placa MAI e desta il piccolo risvegliandolo in pace.
La silloge inizia con la poesia intitolata PARTO DI VITA.
Non credo sia un caso e analizzandola emerge il desiderio infinito di una mamma che vuole stringere la vita che porta in grembo, che si nasconde e ancora non si tocca.
E poi si susseguono le poesie sul sogno e sul sonno, riparatore e subito ristoratore come il latte che calma e placa la sete e tutto ciò che ne concerne.
La delicatezza di un bimbo appena nato, del profumo della sua pelle, mentre addormentato stringe il lenzuolo.
E noi lo immaginiamo piccolo piccolo. Minuto nella sua grandezza di ometto...
La poetessa si serve anche di alcune similitudini ' come miele d'inverno' paragonato al bacio e alla sua dolcezza.
Vi è anche una certa tensione per il futuro che divide i figli dalle madri che crescono e diventando uomini si creano un lavoro, una casa e una famiglia. Ma l'amore tiene uniti.
Vi è una sorta di sacralità in queste poesie, vi è purezza estrema e incanto.
E poi una ricetta d'amore appena sussurrata per non svegliare da quel famoso sonno...
E l'alfabeto dei sussurri.
Ecco vi è materia ma è come stilizzata, è evanescente e angelica... come il sorriso di un neonato.
Cristallina, eterea e eterna, la poesia lascia sempre il dolce in bocca e anche in questo caso mi ha donato piacevoli momenti di ascesa spirituale, di gioia incolmabile e vicinanza alle piccole cose ai dettagli che spesso vengono dimenticati.
La poetessa ci dimostra che una madre vera deve saper parlare piano al suo bambino, non deve assillarlo con frasi pronunciate a voce alta ma deve avere quel carisma e quell'innata indole per fare la madre.
E il tutto, il movimento della sua poetica, si basa sulla gioia, ma anche sulla paura per un domani che ovviamente non si sa cosa potrà rivelare, attendere o impaurire.
Ma la tenacia e il coraggio sono lampanti e non tacciono, anzi si ergono come eroi e si fanno sentire!
Vi è uno sviluppo che avanza appunto e a volte retrocede all'infanzia più gaia e mite.
Si avanza verso il destino ineluttabile, tenendo il fanciullino in tasca e sopratutto nel cuore e nei baci riposti sulle guance dei bimbi.
Lo stile è pulito e le poesie non hanno alcun refuso. Mi incantano le figure retoriche utilizzate in modo semplice ma efficace, riutilizzandole più volte per enfatizzare.
Sembrerebbero filastrocche o fiabe in rima, un po' come un gioco letterario in stile Rodari, e in effetti richiamano un po' lo stile di Gianni, ma vi è molta originalità.
La madre che ama il figlio è un esempio per tutti e consiglio vivamente questa silloge a chiunque!
Assegno al libro ben 5 stelline.

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